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  La banda

Nel 1870, per via Tevere, approdò a Borghetto, precisamente a 'Ponte Felice', un maestro di musica chiamato Storaro proveniente da Zagarolo (RM). Questo maestro, vedendo il caratteristico paesello dì Corchiano, chiese ed ottenne subito la 'cittadinanza'. Da parte delle autorità civili il maestro Storaro ebbe pure il permesso dì creare una banda musicale, che secondo le notizie pervenuteci, iniziò a svolgere la propria attività musicale non solo a Corchiano ma anche nei paesi vicini. Essendo una delle prime bande musicali dei dintorni ebbe anche il permesso di indossare una divisa militare che era simile a quella degli ufficiali e che era dotata addirittura di una sciabola che viene conservata tutt'oggi nelle case dei vecchi musicanti.

La banda

Al maestro Storaro si sono succeduti altri maestri che hanno consentito la formazione di numerosi musicanti che hanno alimentato nel tempo il corpo bandistico cittadino. Questi, uniti dall'arte musicale, svolgevano la loro attività artistica tenendo alto il prestigio morale dì Corchiano. Tra i maestri che si sono succeduti dal 1 870 ad oggi figura Giovannetti Baffo, dei quale viene eseguita ancora una marcia funebre che prende il nome dei suo compositore. Di questo illustre maestro non si hanno molte notizie, si sa solamente che un corchianese di nome Pilera Umberto, suonatore di clarinetto e nobile cittadino benestante, divenne parente dei maestro "Baffo" sposandone la nipote.

A partire dall'anno 1900 le notizie sulla formazione dei corpo bandistico corchianese sono più precise e dettagliate. Tra i direttori più amati ed apprezzati figurano Marcello Santini, di cui sono tuttora viventi i figli Assunta ed Eutizio, detto Biagio, e il maestro Leonino Leoniddi, di cui sono tuttora in vìta le figlie Marina, Nella e Odetta. Quest'ultimo aveva un carattere un po' collerico e nervoso, amava molto la solitudine ed eccelleva nella teoria musicale e direzionale. Il maestro Leoniddi era dotato di una profonda cultura ed era un ottimo padre di famiglia. Di lui è rimasto un celebre valzer, 'Maria Babanda' che testimonia le sue doti di compositore.

I maestri Santini e Leoniddi vissero nello stesso periodo e tra i due non tardò a nascere una certa rivalità. Infatti, durante la loro lunga carriera artistica, i Maestri Sontini e leoniddi si alternarono, non senza baruffe, alla guida dei complesso bandistico.

Intanto lo spirito poetico fescennino dava vita ad alcuni versi di natura satirico – poetica riguardanti la vita bandistica di quel periodo che qui di seguito sì riportano: 'Ntesi un tafano e mi parea un concerto / quello municipale di Corchiano / e Prosperoni li sonava er piatti / e la caturba la sonava Ernesto / Figlio di Pio lo sonava er basso / ersando amore co lo scalialetto / e mo pariamo di Santini er maestro / che più struvito di Torquato Tasso'. I maestri Santini e Leoniddi furono comunque due illustri cittadini che, con il loro insegnamento hanno tramandato la nobile tradizione musicale creando numerosissimi allievi tra cui figurano, ad esempio, Crescenzi Vincenzo, detto Cencio, suonatore di trombone, tenore, ottimo solista, per tanti anni Capo Banda; Leoniddi Innocenza, suonatore di ottavino, solista e anch'egli Capo Banda per diversi anni; Spiriti Olivo, suonatore di clarinetto, chitarra, mandolino, che ha composto molti ballabili che sono dei veri gioielli.

Dopo il primo conflitto mondiale molti altri allievi dei maestri Santini e Leoniddi si distinsero per bravura come ad esempio Benedetti Remo, ottimo suonotare di flicorno basso; Bigarelli Guglielmo, suonatore di trombone e solista; Piccioni Oscar, ottima tromba e solista; e, infine, Giustozzi Giuseppe, suonatore di flicorno, baritono, solista. Grazie alle spiccate qualità musicali dei suddetti solisti ed al prezioso aiuto di tanti bravi colleghi la banda musicale di Corchiano ha potuto eseguire in pubblico molti brani musicali di opere famose.

Nel 1 930 si chiude definitivamente un'epoca: quella dei primi Maestri di musica di Corchiano. Santini Marcello e Leoniddi Leonino sono ormai vecchi e ammalati e, l'uno dopo l'altro, passano a miglior vita senza aver ricevuto nulla dalla società ma con la soddisfazione di avere dato tantissimo al loro paese. La Banda Musicale, purtroppo, non ha più un direttore.

Invitato e pregato il missionario Giovanni Piergentili, questi accetta di assumere la direzione dei

Corpo Bandistico Corchianese. Valido Maestro, ottimo organista e organizzatore di spettacoli teatrali e religiosi, padre Giovanni diresse la Banda Musicale di Corchiano per breve tempo perché l'alto compito di missionario lo chiamò in Terra Santa.

Un altro nome molto caro ai Corchianesi è quello di Eraldo Massucci, suonatore di pianoforte, ottimo direttore e compositore della nota canzone dedicata a Corchiano 'Quando si vendemmia l'uva bella" e di alcune marce musicali.

Il Maestro Eraldo Massucci ha creato ottimi allievi che tuttora suonano nella Banda Musicale di Corchiano e tra i quali figurano: Romano Achilli, Romolo Fiordeimondo, Giuseppe Spiriti, Dario Giustozzi, Torello Crescenzi, Biagio Arringoli.

Nel 19,45, appena finito il 20 conflitto mondiale, una delle prime cose che viene organizzata è la Banda Musicale: si ritrovano i vecchi musicanti, si rimettono in funzione i vecchi strumenti e, sotto la guida dei giovane maestro Lilio Narduzzi di Vallerano, diplomato in fagotto e in composizione, discendente da una famiglia di musicisti, la Banda Musicale di Corchiano trova forse l'epoca dei suo splendore artistico. Il Maestro Narduzzi, ottimo direttore e bravo organizzatore, crea un grande repertorio di musica melodrammatica e sinfonica che comprendeva brani tratti da "Norma' di Bellini, 'Traviata' di Verdi, "Rigoletto" ancora di Verdi, 'Il Barbiere di Siviglia' di Rossini, oltre a varie sinfonie come quella dei “Poeta e contadino”, 'Festa di città" e dei "Matrimonio segreto”.

Quando nel 1952 la Banda di Corchiano era ormai bene organizzata, il Maestro Narduzzi decise di pensare al proprio futuro e concorse carne direttore della banda della città di Randazzo, in Sicilia. Ottenne quel posto, grazie alla sua ottima preparazione musicale, e lasciò Corchiano, non prima, però, di aver pensato alla sua Banda.

Il Maestro Narduzzi propose, allora, come vicedirettore Giuseppe Giustozzi che fu eletto all'unanimità dai componenti della Banda.

Costui decise di chiamare saltuariamente un maestro di nome Giovanni Raimonti, maresciallo dei 30 Granatieri di Viterbo che però, dopo breve tempo, si allontanò, perché il modesto compenso che percepiva non gli copriva nemmeno le spese.

Per trentacinque anni, dal 1 952 al 1 987, il Maestro Giuseppe Giustozzi guidò il Complesso Bandistico di Corchiano; il 3 febbraio 1 987, festa di San Biagio, dopo sessant'anni di 'vita artistica ed alla veneranda età di settantacinque anni i decide di ritirarsi per il meritato periodo di riposo. Le redini della Banda Musicale “Giuseppe Verdi” di Corchiano vengono prese dal Maestro Carlo Alberto Campana che fu, nei primi anni della sua carriera artistica, uno degli allievi prediletti dei suo predecessore.

Giuseppe Giustozzi

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