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Da problema ad opportunità di sviluppo
Con il nuovo anno inizieranno i lavori previsti dal piano di riqualificazione del centro storico di Corchiano, dopo che lo studio di fattibilità presentato dagli architetti Adriano Caputo e Mario Moretti ha vinto il concorso di idee indetto dalla Regione Lazio per il recupero e la rivitalizzazione dei centri storici minori. Questi sarà possibile cominciarli in virtù di un finanziamento di quattro miliardi stanziato dalla precedente Giunta Regionale con la deliberazione n. 1120 del 4-4-2000.
Lo studio di fattibilità prevede la ristrutturazione e la riqualificazione del centro storico e dell'ambiente circostante nonché la pavimentazione delle sue vie e piazze; inoltre sono previsti lavori di consolidamento della rupe tufacea, in particolare del fronte nord, dove si sono riscontrati elevati rischi di crollo, e lavori per la realizzazione di una nuova rete telefonica come di alimentazione elettrica, di illuminazione pubblica, del gas metano e fognaria. Tra i progetti del piano di riqualificazione emergono soprattutto quelli riguardanti il parco archeologico naturalistico di fondovalle e l'illuminazione a gas. Il progetto del parco di fondovalle, curato in particolare dall'architetto paesaggista Sofia Varoli Piazza, presenta molti aspetti interessanti che valgono la pena di essere messi in risalto.
Il parco innanzi tutto sarà costituito da percorsi, zone di sosta e aree panoramiche, e, inoltre, sarà disseminato di punti dai quali accedere e da stele informative e segnaletiche. I percorsi saranno tracciati tenendo presenti in primo luogo i tradizionali tragitti della devozione religiosa nonché i luoghi di incontro e di aggregazione sociale e turistica, le cui aree, in particolare quelle adiacenti ai beni storici e architettonici, verranno sistemate e fornite di adeguati pannelli informativi. Sempre nel parco di fondovalle, dove verranno eseguiti lavori di recupero e valorizzazione dei beni archeologici, sarà possibile tornare a fruire dei ripari e delle cavernette preistoriche e protostoriche, delle necropoli falische così come delle epigrafi etrusco-falische lungo sentieri naturalistici, dove si potrà ammirare e contemplare la sola natura con tutte le sue qualità di piante e fiori.
Il progetto tende a riportare in auge le testimonianze del passato, le antiche tradizioni popolari e locali e, soprattutto, vuole riscoprire e conservare il paesaggio naturale tramite accorti lavori di salvaguardia dei costoni tufacei come di bonifica, potatura, reimpianto di specie arboree e arbustive al fine di creare una fonte sempre viva di conoscenza. Ora, un parco dalle siffatte dimensioni e caratteristiche si potrebbe inserire nel filone dei parchi archeologico-naturalistici presenti sia nel continente europeo sia nelle aree extraeuropee, che prevedono una serie di problematiche di natura gestionale ed economica non indifferenti, che, innanzi tutto, investono gli enti locali e le soprintendenze. Il parco di fondovalle avrà tre ingressi, che collocati nei pressi delle chiese di S. Maria del Soccorso, S. Egidio e di S. Maria delle Grazie, saranno contrassegnati da elementi di pietra e peperino a metà strada tra l'architettura e la scultura. All'interno, il parco sarà disseminato, come si è detto, di stele informative e segnaletiche, mentre nei pianori saranno realizzate delle zone di sosta, dove troveranno dimora blocchi di peperino sui quali si potrà sedere e riposare.
Questi interventi, per alcuni aspetti, si potrebbero annoverare tra quelli che caratterizzano quella corrente dell'arte contemporanea definita Land art, vale a dire arte del territorio. Tale definizione, infatti, accompagna diversi modi di esercitare un controllo sull'ambiente attraverso la sua modificazione, così da fornirne nuove letture ed interpretazioni. Pertanto anche le forre e la loro vegetazione saranno oggetto di reinterpretazione da parte degli architetti, una reinterpretazione tuttavia che non pretende di modificare in profondità il contesto paesaggistico di Corchiano, ma che vuole solo far recuperare agli uomini la sensibilità verso i luoghi naturali nonché il piacere di passeggiare nelle forre a stretto contatto con la storia, le piante e, perché no, gli animali. Nei pressi del centro storico, il percorso porterà al giardino urbano della Sperella, che sarà reso vivo da cespugli sempre verdi e da aiuole dalle forme irregolari, e colui che in primavera si troverà a passeggiare lungo il sentiero sarà lieto di trovarsi di fronte a ciliegi in fiore come dinanzi alla varietà dei colori della natura nel periodo autunnale. Il sentiero domestico della Sperella lascerà gradualmente spazio alla vegetazione della forra in modo da stabilire un'intima comunione con il tracciato di fondovalle. Infine, l'area del presepe. Anche questa sarà recuperata e predisposta ad ospitare, oltre alla ormai tradizionale sacra rappresentazione, mercatini e fiere.
Corchiano si appresta dunque a diventare un museo all'aperto, ma sarà tale solo se avrà, come tutti i buoni musei, una ottima illuminazione. Ebbene, lo sarà. Lo sarà in virtù di un progetto illuminotecnico redatto dall'architetto Adriano Caputo, il quale si è richiamato all'esempio, unico al mondo, della cittadina francese di Sarlat, il cui centro storico è caratterizzato dall'avere un impianto di illuminazione a gas. Ma perché la luce? La luce perché è l'elemento fondamentale che consente di mettere in rilievo i dettagli architettonici. La luce perché è scenografia, ornamentazione ed architettura mobile.
In questo progetto, infatti, la luce ovvero l'illuminazione pubblica non viene più colta solo nel suo aspetto funzionale, ma anche come scenografia notturna. Le sue particolarità in gran parte risiedono nel fatto che sarà costituita da lanterne alimentate per l'appunto a gas, che verranno collocate a 4,30 m sulle facciate degli immobili, così da rendere omogenea l'illuminazione delle vie e delle piazzette del borgo, e, soprattutto, risulterà poco invasiva e rispettosa delle superfici sulle quali sarà proiettata grazie alle sue qualità naturali. Pertanto la nostra comunità avrà il privilegio di avere una tale illuminazione, che, insieme a tutte le altre opere, farà di Corchiano un esempio cui si potrà non fare riferimento.Inoltre il progetto di riqualificazione prevede lo smantellamento della pavimentazione viaria esistente.
La futura pavimentazione sarà realizzata con sestini di basalto, i quali saranno collocati in modo da creare sull'asse viario una spina convergente al centro, peraltro bella da vedere. I cubetti di porfido invece troveranno nuovamente posto sulla via del presepe, vale a dire Via Napoleone. Solo Piazza IV Novembre manterrà l'attuale assetto, salvo la diversa ubicazione della fontana delle “nove cannelle” risalente al periodo farnesiano, che verrà smontata e rimontata nella parete di fronte per creare un maggiore impatto scenico, poiché sarà visibile dalla strada principale di accesso alla piazza. Per quanto concerne invece la rete fognaria, il progetto prevede una netta separazione delle acque bianche da quelle nere tramite una nuova conduttura, e l'utilizzazione di alcuni tratti della fognatura esistente per lo scarico delle sole acque nere. Invece le acque pluviali dei discendenti, che oggi scorrono liberamente sulla pavimentazione stradale fino alle caditoie di raccolta, verranno convogliate verso i collettori del Fosso Ritello e del Rio Fratta. Per l'illuminazione pubblica come per tutti gli altri impianti a rete, l'idea portante è quella di ridurre al minimo i cavi aerei e sulle pareti esterne degli edifici, in modo da liberarle così da elementi che nulla hanno a che vedere con la struttura architettonica e urbanistica di un borgo fondamentalmente medievale qual è quello di Corchiano.
Occorre inoltre rilevare che nel progetto dell'ingegner Franco Sciardiglia è prevista la realizzazione di un “cavidotto intelligente” per consentire futuri allacci riguardanti il telefono, l'elettricità e il gas, che sarà posto all'inizio del centro storico, in pratica tra Piazza della Rocca e Piazza XX Settembre. Tutto ciò permetterà, o dovrebbe permettere di non eseguire più scavi e di conseguenza ripristini della pavimentazione. Questi in sintesi sono i lavori previsti dal progetto di riqualificazione che inizieranno con l'anno nuovo; in particolare avranno inizio quelli degli impianti a rete e della pavimentazione. Non può che far piacere apprendere che il centro storico e il suo paesaggio torneranno a splendere dopo anni di decadimento in seguito all'abbandono degli abitanti, vittime della insensibilità propria del momento storico in cui molti piccoli centri italiani venivano abbandonati. Oggi la sensibilità generale è mutata, si tende a riscoprire le bellezze storiche e naturali, anche grazie ad una rinnovata coscienza, sensibile in parte alle tematiche del primo movimento ambientalista, la qual cosa sarebbe stata utopia pensarla solo vent'anni fa. Corchiano, con questo progetto, al di là del recupero dei beni archeologici, architettonici e ambientali, è di fronte a una scommessa, una scommessa che, senza tema di cadere in errore, sarà vinta, grazie all'entusiasmo e alla determinazione con cui la popolazione e in particolare le giovani generazioni si adopereranno affinché possa generarsi la scintilla che farà avviare il motore dello sviluppo economico e produttivo.
Tutto questo però potrà avere un senso a patto che il borgo torni ad essere vissuto, in particolare dai corchianesi. Ma perché ciò accada occorre che venga predisposto un piano di riqualificazione economica che favorisca l'insediamento, o meglio il reinsediamento di attività commerciali e artigianali, le uniche atte a far rivivere e ripopolare le vie del centro storico. Poi troveranno spazio soprattutto quelle attività culturali e ricreative che avranno la fortuna di disporre di un patrimonio dalle enormi potenzialità, e per di più recuperato. Già con la creazione del parco di fondovalle, ad esempio, i giovani di Corchiano avranno modo di utilizzare le risorse del loro territorio, creando così nuove professionalità all'interno di società o associazioni finalizzate alla gestione, valorizzazione e fruizione del centro storico e dei sentieri, se non alla divulgazione, attraverso l'allestimento di mostre didattiche dedicate alla storia, all'arte e alle tradizioni popolari.
Tra le attività commerciali e artigianali e quelle prettamente culturali, sarà necessario che si vada ad instaurare un legame inscindibile, poiché le une saranno complementari alle altre e viceversa. Solo in questo modo l'economia, e in particolare il lavoro, potrà avere un futuro solido. Dunque, il centro storico da problema, risolto mediante la soluzione radicale dell'abbandono, diventerà fonte di opportunità professionali e culturali nonché di guadagno per tutti coloro che avranno il coraggio di accettare la sfida. Questa non è una speranza, ma solo una certezza, una semplice certezza.
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