Albo on-line
Il Comune
Il Sindaco
La Giunta
Il consiglio
Statuto
Comunicati
La città
Barche di carta
Presepe vivente
Fescennino d'Oro
Voci e Suoni per la Legalità
Accoglienza
Monumenti Naturali
Centro Commerciale Naturale "Il Vallo"
Infiorata
Fescennium antica città falisca
Storia
Il centro storico
Arte e Cultura
Itinerari
Tempo libero
Eventi
La banda musicale
Ludoteca
Servizi
Ufficio entrate
Ufficio finanziario
Polizia locale
Uffici
Ufficio lavori pubblici
Urbanistica Edilizia
Gare e Appalti
Ordinanze
Trasparenza, Valutazione e Merito
Amministrazione Trasparente
Codice Disciplinare
Contratti Decentrati Integrativi
Curriculum Dirigenti e Posizioni Organizzative
Retribuzioni
Incarichi Dipendenti pubblici e/o soggetti privati
Incarichi Società Partecipate
Albo Beneficiari provvidenze economiche
Tasso di presenza e assenza del personale
Bandi di Gara
Concorsi
Albo on line
Pubblicazioni di Matrimonio
Albo Pretorio
Ordinanze
Determine
Delibere
2011
  Il Centro Storico

Da problema ad opportunità di sviluppo

Con il nuovo anno inizieranno i lavori previsti dal piano di riqualifi­cazione del centro storico di Corchiano, dopo che lo studio di fattibilità Il borgo medievalepre­sentato dagli architetti Adriano Caputo e Mario Moretti ha vinto il concorso di idee indetto dalla Regione Lazio per il recupero e la rivitalizzazione dei centri storici minori. Questi sarà possibile cominciarli in virtù di un finan­ziamento di quattro miliardi stanziato dalla precedente Giunta Regionale con la deliberazione n. 1120 del 4-4-2000.

Lo studio di fattibilità prevede la ristrutturazione e la riqualificazione del centro storico e dell'ambiente circo­stante nonché la pavimentazione delle sue vie e piazze; inoltre sono previsti lavori di consolidamento della rupe tufacea, in particolare del fronte nord, dove si sono riscontrati elevati rischi di crollo, e lavori per la realizzazione di una nuova rete telefonica come di alimentazione elettrica, di illumina­zione pubblica, del gas metano e fognaria. Tra i progetti del piano di riquali­ficazione emergono soprattutto quelli riguardanti il parco archeologico natu­ralistico di fondovalle e l'illuminazione a gas. Il progetto del parco di fon­dovalle, curato in particolare dall'architetto paesaggista Sofia Varoli Piazza, presenta molti aspetti interessanti che valgono la pena di essere messi in ri­salto.

Il parco innanzi tutto sarà costituito da percorsi, zone di sosta e aree panoramiche, e, inoltre, sarà disseminato di punti dai quali accedere e da stele informative e segnaletiche. I percorsi saranno tracciati tenendo presenti in primo luogo i tradizionali tragitti della devozione religiosa nonché i luo­ghi di incontro e di aggregazione sociale e turistica, le cui aree, in partico­lare quelle adiacenti ai beni storici e architettonici, verranno siste­mate e for­nite di adeguati pannelli informativi. Sempre nel parco di fondo­valle, dove verranno eseguiti lavori di recupero e valorizzazione dei beni ar­cheologici, sarà possibile tornare a fruire dei ripari e delle cavernette preistoriche e protostoriche, delle necropoli falische così come delle epigrafi etrusco-fali­sche lungo sentieri naturalistici, dove si potrà am­mirare e contemplare la sola natura con tutte le sue qualità di piante e fiori.

Il progetto tende a ri­portare in auge le testimonianze del passato, le antiche tradizioni popolari e locali e, soprattutto, vuole riscoprire e conservare il pa­esaggio naturale tra­mite accorti lavori di salvaguardia dei costoni tufacei come di bonifica, po­tatura, reimpianto di specie arboree e arbustive al fine di creare una fonte sempre viva di conoscenza. Ora, un parco dalle siffatte dimensioni e caratte­ristiche si potrebbe inserire nel filone dei parchi arche­ologico-naturalistici presenti sia nel continente europeo sia nelle aree extra­europee, che preve­dono una serie di problematiche di natura gestionale ed economica non in­differenti, che, innanzi tutto, investono gli enti locali e le soprintendenze. Il parco di fondovalle avrà tre ingressi, che collocati nei pressi delle chiese di S. Maria del Soccorso, S. Egidio e di S. Maria delle Grazie, saranno contrassegnati da elementi di pietra e peperino a metà strada tra l'architettura e la scultura. All'interno, il parco sarà disseminato, come si è detto, di stele infor­mative e segnaletiche, mentre nei pianori saranno realizzate delle zone di sosta, dove troveranno dimora blocchi di peperino sui quali si potrà se­dere e riposare.

Strada del centro storicoQuesti interventi, per alcuni aspetti, si po­trebbero annove­rare tra quelli che ca­ratterizzano quella corrente dell'arte contemporanea de­finita Land art, vale a dire arte del territorio. Tale definizione, infatti, ac­compagna diversi modi di esercitare un controllo sull'ambiente attraverso la sua modificazione, così da fornirne nuove letture ed interpreta­zioni. Pertanto anche le forre e la loro ve­getazione saranno oggetto di reinterpretazione da parte degli architetti, una reinterpretazione tuttavia che non pretende di mo­dificare in profondità il contesto paesaggistico di Corchiano, ma che vuole solo far recuperare agli uomini la sensibilità verso i luoghi naturali nonché il piacere di passeggiare nelle forre a stretto contatto con la storia, le piante e, perché no, gli animali. Nei pressi del cen­tro storico, il percorso porterà al giardino urbano della Sperella, che sarà reso vivo da cespugli sempre verdi e da aiuole dalle forme irregolari, e colui che in primavera si troverà a pas­seggiare lungo il sentiero sarà lieto di tro­varsi di fronte a ciliegi in fiore come dinanzi alla varietà dei colori della natura nel periodo autunnale. Il sentiero domestico della Spe­rella lascerà gradualmente spazio alla vegeta­zione della forra in modo da stabilire un'intima comunione con il tracciato di fondovalle. Infine, l'area del pre­sepe. Anche questa sarà recuperata e predisposta ad ospitare, oltre alla ormai tradizionale sacra rappresentazione, mercatini e fiere.

Corchiano si appresta dunque a diventare un museo all'aperto, ma sarà tale solo se avrà, come tutti i buoni musei, una ottima il­luminazione. Ebbene, lo sarà. Lo sarà in virtù di un progetto illuminotecnico redatto dall'architetto Adriano Caputo, il quale si è richiamato all'esempio, unico al mondo, della cittadina francese di Sarlat, il cui centro storico è ca­ratterizzato dall'avere un im­pianto di illuminazione a gas. Ma perché la luce? La luce perché è l'elemento fondamentale che consente di mettere in rilievo i dettagli archi­tettonici. La luce perché è scenografia, ornamenta­zione ed architet­tura mo­bile. 

In questo progetto, in­fatti, la luce ovvero l'illuminazione pub­blica non viene più colta solo nel suo aspetto funzionale, ma anche come scenografia notturna. Le sue particolarità in gran parte risie­dono nel fatto che sarà co­stituita da lanterne alimentate per l'appunto a gas, che verranno col­locate a 4,30 m sulle facciate degli immobili, così da ren­dere omo­genea l'illuminazione delle vie e delle piazzette del borgo, e, so­prattutto, risulterà poco invasiva e rispettosa delle superfici sulle quali sarà proiettata grazie alle sue qualità naturali. Pertanto la nostra comunità avrà il privilegio di avere una tale illuminazione, che, insieme a tutte le altre opere, farà di Cor­chiano un esempio cui si potrà non fare riferimento.Inoltre il progetto di riqualificazione prevede lo smantellamento della pavimentazione viaria esistente.

La futura pavimentazione sarà realiz­zata con sestini di basalto, i quali saranno collocati in modo da creare sull'asse viario una spina convergente al centro, peraltro bella da vedere. I cubetti di porfido in­vece troveranno nuovamente posto sulla via del presepe, vale a dire Via Na­poleone. Solo Piazza IV Novembre manterrà l'attuale as­setto, salvo la di­versa ubicazione della fontana delle “nove cannelle” risa­lente al periodo farnesiano, che verrà smontata e rimontata nella parete di fronte per creare un maggiore impatto scenico, poiché sarà visibile dalla strada principale di accesso alla piazza. Per quanto concerne invece la rete fognaria, il progetto prevede una netta separazione delle acque bianche da quelle nere tramite una nuova conduttura, e l'utilizzazione di alcuni tratti della fognatura esi­stente per lo scarico delle sole acque nere. Invece le acque pluviali dei discendenti, che oggi scorrono liberamente sulla pavimentazione stra­dale fino alle caditoie di raccolta, verranno convogliate verso i collettori del Fosso Ritello e del Rio Fratta. Per l'illuminazione pubblica come per tutti gli altri impianti a rete, l'idea portante è quella di ridurre al minimo i cavi aerei e sulle pareti esterne degli edifici, in modo da liberarle così da ele­menti che nulla hanno a che vedere con la struttura architettonica e urba­ni­stica di un borgo fondamentalmente medievale qual è quello di Corchiano.

Occorre inoltre rilevare che nel progetto dell'ingegner Franco Sciardiglia è prevista la realizzazione di un “cavidotto intelligente” per consentire futuri allacci riguardanti il telefono, l'elettricità e il gas, che sarà posto all'inizio del centro storico, in pratica tra Piazza della Rocca e Piazza XX Settembre. Tutto ciò permetterà, o dovrebbe permettere di non eseguire più scavi e di conseguenza ripristini della pavimentazione. Questi in sintesi sono i lavori previsti dal progetto di riqualificazione che inizieranno con l'anno nuovo; in particolare avranno inizio quelli degli impianti a rete e della pavimentazione. Non può che far piacere apprendere che il centro storico e il suo pae­saggio torneranno a splendere dopo anni di decadimento in seguito all'abbandono degli abitanti, vittime della insensibilità propria del momento storico in cui molti piccoli centri italiani venivano abbandonati. Oggi la sen­sibilità generale è mutata, si tende a riscoprire le bellezze storiche e naturali, anche grazie ad una rinnovata coscienza, sensibile in parte alle tematiche del primo movimento ambientalista, la qual cosa sa­rebbe stata utopia pensarla solo vent'anni fa. Corchiano, con questo pro­getto, al di là del recupero dei beni archeologici, architettonici e ambientali, è di fronte a una scommessa, una scommessa che, senza tema di cadere in errore, sarà vinta, grazie all'entusiasmo e alla determinazione con cui la po­polazione e in particolare le giovani generazioni si adopereranno affinché possa generarsi la scintilla che farà avviare il motore dello sviluppo econo­mico e produttivo.

Tutto questo però potrà avere un senso a patto che il borgo torni ad essere vissuto, in particolare dai corchianesi. Ma perché ciò accada occorre che venga pre­disposto un piano di riqualificazione econo­mica che favorisca l'insediamento, o meglio il reinsediamento di attività commerciali e artigia­nali, le uniche atte a far rivivere e ripopolare le vie del centro storico. Poi troveranno spazio soprattutto quelle attività culturali e ricreative che avranno la fortuna di disporre di un patrimonio dalle enormi potenzialità, e per di più recuperato. Già con la creazione del parco di fon­dovalle, ad esempio, i giovani di Corchiano avranno modo di utilizzare le risorse del loro territorio, creando così nuove professionalità all'interno di società o as­sociazioni finalizzate alla gestione, valorizzazione e fruizione del centro sto­rico e dei sentieri, se non alla divulgazione, attraverso l'allestimento di mo­stre didattiche dedicate alla storia, all'arte e alle tradi­zioni popolari.

Tra le attività commerciali e artigianali e quelle prettamente culturali, sarà necessa­rio che si vada ad instaurare un legame inscindibile, poiché le une saranno complementari alle altre e viceversa. Solo in questo modo l'economia, e in particolare il lavoro, potrà avere un futuro solido. Dunque, il centro storico da problema, risolto mediante la soluzione radicale dell'abbandono, diventerà fonte di opportunità profes­sionali e cul­turali nonché di guadagno per tutti coloro che avranno il corag­gio di accet­tare la sfida. Questa non è una speranza, ma solo una certezza, una semplice certezza.

 

Il borgo foto gallery   Il borgo foto gallery
Le foto del borgo medievale di Corchiano
 

Level A conformance icon, 
          W3C-WAI Web Content Accessibility Guidelines 1.0   Valid XHTML 1.0 Transitional   Documento valido secondo le norme sui Fogli si stile