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Gruppo Archeologico Romano O.N.L.U.S
organizzazione di volontariato per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale
sede legale: Roma, Via Baldo degli Ubaldi 168;Tel. 06-6385256; Fax 06-6390133
sede operativa: Corchiano (VT), Contrada Musalé 6 e Palazzo Ridolfi
www.gruppoarcheologico.it
info@gruppoarcheologico.it

 

GRUPPO ARCHEOLOGICO ROMANO
 La via Amerina e il territorio falisco
            
Cenni storici
 

Con la caduta di  Falerii Veteres   (Civita Castellana) nel 241 a.C.
gran parte del territorio falisco diventa Ager Publicus Populi Romani.
A 6 miglia dall’antica capitale viene fondata la                
città di Falerii Novi attraversata dalla
via Amerina, un nuovo asse viario che,
partendo dalla stazione di posta (mansio)
ad Vacanas al XXI miglio della via
Clodia-Cassia, permette di raggiungere
rapidamente l’umbra Ameria .
A ragione di ciò, la via Amerina ha in età romana
rilevanza prevalentemente commerciale,
rafforzata dalla vicinanza del porto di Castello Amerino sul Tevere
a nord di Orte e dall’attraversamento di un territorio,
l’Ager Faliscus,  ricco di pascoli, legname, argilla per la produzione
di ceramiche e laterizi.
 
Solo molto più tardi (VII-VIII secolo d.C.), con il consolidamento della presenza longobarda, la strada acquista importanza strategica trovandosi nello stretto “corridoio” bizantino che collega Roma con l’Esarcato di Ravenna.
Lungo il percorso castelli e torri d’avvistamento medievali testimoniano il protrarsi della frequentazione e ancora nel 1674 il tracciato della via Amerina è riportato integralmente sulle carte topografiche.
 
Il definitivo abbandono avviene dopo la costruzione (1787-1789) della strada tra Nepi e Civita Castellana tuttora in uso.
 
L’itinerario della via Amerina è indicato sulla Tabula Peutingeriana (mappa del secolo XIII rielaborata da un originale perduto di età romana) con tutte le stazioni : Vacanas (Baccano - Campagnano Romano), Nepe (Nepi), Faleros (Falerii Novi - Fabrica di Roma), Castello Amerino (Seripola - Orte), Ameria (Amelia).
 
 
Tecniche costruttive
 
Il lastricato (pavimentum) è formato da blocchi poligonali, detti basoli, di basalto; il piano è, di norma, convesso al centro e inclinato verso un lato per convogliare le acque nelle canalette poste sotto i marciapiedi (crepidines) delimitati da una fila di blocchetti di basalto (margines).
Per ridurre la fatica e i tempi di lavorazione, i materiali da costruzione venivano trasportati da cave vicine al cantiere e il sollevamentoe la posa in opera potevano anche essere a affidati alle macchine (machinae tractoriae).
In questi grandi cantieri, sotto la direzione di un comandante del genio (praefectus fabrum) o di un architetto (architectus), lavoravano tagliapietre (lapidarii), sterratori (dolabrarii), cavatori (metallarii),carpentieri (tignarii), fabbri (fabri),muratori (structores), spesso provenienti dall’esercito.
Le loro opere, secondo la definizione di Vitruvio (I secolo a.C.), massimo teorico romano di architettura, erano destinate “ad summam vetustatem” ovvero ad essere eterne.
 
Un viaggiatore percorreva a piedi 20 miglia giornaliere, un messaggero del servizio postale a cavallo ne copriva 40 come un legionario completamente equipaggiato per una marcia ordinaria.
 
Cicerone (I secolo a.C.) a proposito del viaggio avventuroso dell’amico Sestio Roscio Amerino accusato di parricidio, ci informa che le 56 miglia tra Ameria e Roma dove si svolgeva il processo, vennero percorse in una notte, presumibilmente lungo la via Amerina che rappresentava il percorso più breve. 
 
 
Recupero e valorizzazione
 
Il G.A.Romano opera nell’Agro Falisco dai primi anni ‘70 per la difesa e la valorizzazione del patrimonio storico-archeologico del territorio.
Dal 1983, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’ Etruria Meridionale, l’impegno dei volontari si è concentrato su uno dei maggiori complessi archeologici della zona: la via Amerina e la necropoli meridionale di Falerii Novi.
Tra le iniziative promosse, la proposta per un parco archeologico-naturalistico ha ricevuto nel 1997 il Premio Henry Ford European Conservation Awards.
Dal 2000 il progetto di recupero è parte di una convenzione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
 
Nel 2008 la sede operativa del G.A.Romano si è spostata a Corchiano dove sono stati avviati i lavori di recupero di un altro tratto della via Amerina che congiunge il Parco Naturale delle Forre e l’ Oasi WWF di Pian S.Angelo.
Le località interessate sono “Castiglione” e “Contrada Musalè”.
 
Il tracciato della via Amerina attraversa da sud a nord quella parte dell’ Ager Faliscus oggi diviso tra 8 comuni in provincia di Viterbo (Nepi, Castel S.Elia, Civita Castellana, Fabrica di Roma, Corchiano, Gallese, Vasanello, Orte) e 1 (Campagnano) nella provincia di Roma.
La L.R. 40/1999 ha riconosciuto la via Amerina come “area omogenea”.

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