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2011
  Pina Piovani: un'attrice da scoprire

locandina film Campo dei fioriAttrice dei cinema italiano. Nata a Roma nel 1887 [sic]..." Così comincia la voce dedicata dal "Filmlexicon degli autori e delle opere", un'enciclopedia dei cinema pubblicata nei 1958, a Pina Piovani. Stesso incipit si trova nel "Dizionario dei cinema italiano 1945-1969" curato da Gianni Rondolino per la Einaudi. Nelle due sole biografie dell'attrice esistenti non c'è alcun riferimento alle sue vere origini, che non sono romane bensì corchianesi. L'imprecisione dimostra quanto sia difficile ricostruire la vita di un personaggio dello spettacolo il cui nome non fu mai stato scritto a caratteri giganti sui cartelloni. E che lavorò per il cinema in maniera episodica, avendo dedicato gran parte della sua carriera a un'arte effimera per definizione quale il teatro. Leggiamo ancora comunque, le poche righe dei "Filmlexicon":

"Nata a Roma nel 1887, ivi deceduta il 2 gennaio 1955. Moglie dell'attore Giulio Battiferri, aveva iniziato la sua attività artistica in compagnie dialettali romanesche e poi era passata alla rivista. Nel secondo dopoguerra si era dedicata - con crescenti consensi anche al teatro di più ampio respiro. Dopo essere apparsa in un film muto prodotto dalla Lombardo, aveva incominciato una regolare interpretazione cinematografica dal 1941, recitando in ruoli di caratterista primaria. Sullo schermo portò la sua vena di attrice dialettale e la si ricorda soprattutto come vibrante mamma di Adriana (Gina Lollobrigida) in "La romana" di Luigi Zampa, che è l'ultima pellicola alla quale partecipò. Lavorò anche nel campo dei doppiaggio.",

Segue la filmografia dell'attrice. Un elenco sorprendente: le pellicole alle quali Pina Piovani prese parte sono ben trentasette.

Tanti titoli dimenticati, ma anche film importanti come "Campo de' Fiori" di Bonnard, "Vita da cani" e "Guardie e Ladri" di Steno – Monicelli, "Altri tempi" di Biasetti, "La voce dei silenzio" di Pabst. Oltre alla madre di "La romana" il critico Rondolino segnala la partecipazione come "attrice sensibile ed efficace" in "Prima di sera" di Telliní.

Nei ricordi dei parenti e di chi l'ha conosciuta, Pina è una bella ragazza di Corchiano che, ancora adolescente, va spesso a Roma dove il padre Antonio vive e lavora. Qui conosce Giulio Battiferri e diventa presto sua moglie. Giulio è il fratello di Fernanda Battiferri, allora molto nota come vincitrice di un concorso di bellezza. Fernanda ha sposato Gastone Monaldi, un nobile umbro con tanta voglia di fare il teatro (nel 1908 aveva partecipato alla prima rappresentazione di "La Nave" di D'Annunzio). Gastone e la giovane Fernanda hanno messo in piedi la compagnia Monaldi – Battiferri, e Giulio ne fa parte come attore. Pina viene subito arruolata. Non ha neppure sedici anni quando fa il suo primo ingresso in palcoscenico.

Il modo più semplice e più onesto per ripercorrere la carriera di Pina Piovani è quello di registrare le testimonianze di coloro che l'hanno vista in teatro e che con lei hanno lavorato. Giovanni Gigliozzi, commediografo, regista, studioso di cose romane ; Fiorenzo Fiorentini, che con Pina ha recitato in "Radio Campidoglio"; Mario Monicelli, il regista che l'ha diretta nel film "Guardie e Ladri".

*Giovanni Gigliozzi

«Pina era un'attrice bravissima. Più drammatica che comica. Una grande artista, forse sprecata : il repertorio romanesco la limitava, l'aveva circoscritta, mentre lei era in grado di affrontare qualunque genere. In un'epoca in cui le attrici erano di solito un po' birignaose, lei si distingueva per la sua semplicità. Era un'attrice molto moderna. A condizionarne la carriera fu anche, credo, il legame con Giulio Battiferri : se volevi Pina in uno spettacolo dovevi prendere anche suo marito, che era un attore bravo ma meno versatile, non aveva la stessa ampiezza di personaggi.

All'inizio dei secolo lavorava nella compagnia Monaldi – Battiferri, che io feci in tempo a vedere da bambino. Facevano spettacoli in dialetto, con titoli come "Giggi er builo", "I vaschi della buiosa", Nino er boja", "Er più de Trestevere", " 'Na serenata a Ponte". I testi li scriveva Gastone Monaldi. Era un teatro dalle tinte forti, fatto di delitti e di grandi passioni, simile alla sceneggiata napoletana ma meno cantato e più nobile. Aveva un grande successo con il pubblico. Pina faceva in genere le parti della vittima. Penso che in quella compagnia soffrisse le pene dell'inferno. La marchesa Battiferri era molto bella, più bella che brava. Quella brava era Pina. Tra le due nacque, era inevitabile, una certa rivalità. Perciò la marchesa le faceva i dispetti. Per esempio durante le trasferte Fernanda, il marito e il fratello Giulio viaggiavano in prima classe, mentre per Pina compravano il biglietto di seconda. Anche tra lei e la zia Gisella Monaldi non c'era grande amore. Queste cose me le raccontò Pina in seguito, quando lavorammo insieme in "Radio Campidoglio" e diventammo grandi amici. Era una donna buona e generosa. Lei era bravissima, poteva recitare di tutto anche se di solito i personaggi comici, come la popolare Sora Tuta, spettavano a Gisella Monaldi che era più adatta. Erano numeri divertenti. Per esempio la famiglia Panzirini (sul cui esempio nacquero tante famiglie Passaguai), una famiglia tipo dei dopoguerra, cui cantavano tutte le sfortune : andava via il gas, non si trovava da mangiare, piccole avventure domestiche che coinvolgevano anche i vicini di casa.

Oltre che alla radio ho lavorato spesso con Pina anche in teatro, negli anni cinquanta. Con Ghigo De Chiara costruivamo gli spettacoli cucendo insieme le poesie di Trilussa, di Pascarella, di Belli, di Zanazzo. Siccome non esiste un vero teatro romano, ce lo inventavamo noi. Il grande critico Silvio

D'Amico scrisse : "E' stata dimostrata la teatralità della poesia romanesca".

Mi ricordo Pina in "C'era una volta Roma", era eccezionale. In una scena piangeva sul figlio morto, era impressionante. Era bravissima nei momenti drammatici, ma anche nel varietà. Sapeva cantare. In un numero tratto da Trilussa faceva Lisa, una cantante decaduta, affiancata da Mollica (l'attore Valerio Degli Abbati) che la accompagnava straziando la chitarra. Interpretò anche il personaggio di Rosa Tomei, la serva di Trilussa. Una sera venne in sala la vera Rosa Tomei ; Pina le consegnò un grande fascio di rose.

In precedenza Pina aveva lavorato nelle sceneggiata romanesche di Romolo Balzani. Ma recitava bene anche in italiano, non si sentivano inflessioni dialettali. Una volta, al cineteatro Cola di Rienzo, fece "Scampolo" di Niccodemi. Dario Niccodemi venne a vedere lo spettacolo e alla fine andò in camerino a farle i complimenti.

Si dedicò anche al cinema.

Penso al cammeo nella "Romana", nella parte della madre. Basta vedere la madre interpretata qualche anno fa dalla Lollobrigida nella riedizione televisiva per capire quanto era brava Pina.

Poi si ricorda, ovviamente, "Guardie e Ladri" con Totò e Fabrizi. So che Fabrizi la considerava motto brava, però non mi risulta che abbiano mai recitato insieme in teatro.

Ricordo l'ultima volta che la vidi, fu una scena straziante. Era la notte di Capodanno, mi telefonò Gisella a casa: "Guarda che Pina sta morendo". Mi precipitai all'ospedale, nella luce azzurra dei corridoio incontrai Giulio Battiferri che piangeva. Entrai nella stanza. Pina alzò la testa e mi riconobbe nella penombra, non so come. Mi sussurrò con un filo di voce "Auguri". Quando uscii dall'ospedale era mezzanotte, la gente festeggiava e sparava i botti. Pina era una donna buona. Le sono stato sempre molto affezionato, perché era una persona di un certo livello. Anche il Comune di Roma dovrebbe intitolarle una via. Ma sono sicuro che lei direbbe: "Mi avete pure messo in mezzo a una strada".»

*Fiorenzo Fíorentini

«Ho lavorato con Pina Piovani in 'Radio Campidoglio". Si faceva un po' di tutto, parti di ogni genere. C'erano Isa Di Marzio, la Monaldi, Dora Paci, Italo Carelli. Io facevo er sor Du' Fodere. C'era la marchesa Battiferri, la prima Miss Roma (anche se a quel tempo non si chiamava così): non era brava, ma è anche vero che allora si era molto più severi nel giudizio. Oggi che si fa recitare pure Valeria Marini, forse la Battiferri sarebbe considerata una grande attrice. In "Radio Campidoglio” Pina si distingueva tra tutti, perché al contrario degli altri non era connotabile come interprete dialettale, anche se sapeva ovviamente recitare benissimo in romanesco. Era una straordinaria attrice, priva di vizi, non posso dirne che bene. La sua caratteristica era la grande classe. Era un'attrice e basta, senza alcuna connotazione riduttiva. Nel cinema aveva un volto che si faceva notare.

Nella sua carriera ci sono interpretazíoni pregevoli, eppure Pina non ha avuto quel che meritava. Ha pagato la solita colpa dei cinema italiano: si da spazio solo ai protagonisti e si trascurano i caratteristi. Solo i protagonisti, cioè gli attori giovani e belli, si fanno strada. Per gli altri non ci sono occasioni. Pochissimi "non protagonisti" hanno trovato posto nel cinema italiano. Non è come in America, dove i film si costruiscono con un divo al centro e intorno tanti bravi caratteristi. Perciò l'America ha uno stuolo di attori importantissimi. Invece in Italia se un caratterista funziona gli fanno fare subito il protagonista. E così viene un film schifoso.»

Mario Monicelli

«Pina Piovani arrivò sul set di "Guardie e Ladri" e subito dimostrò di possedere la dote tipica degli attori che vengono dalla rivista: l'elasticità, la capacità di adattarsi, di rispondere alla battuta improvvisata. Invece gli attori dei teatro di prosa di solito sono più rigidi. Non ebbe alcun problema ad armonizzarsi con Totò, Fabrizi e Ave Nínchi, si capiva che venivano dallo stesso ambiente. Me la ricordo come un'attrice abituata all'artigianato, a fare la parte come va fatta senza "psicologizzare". E non aveva il difetto comune a quasi tutti gli attori di teatro che passano al cinema, cioè la tendenza a recitare sopra le righe, a esagerare. La avvantaggiava, probabilmente, il suo sguardo motto fotogenico, che le permetteva di essere espressiva senza strafare.»

Arturo Curatí

 

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